Tired of Boys? Try a Man!

sull’amore, riflessioni di viaggio

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@Valdemar von Kazak
@Valdemar von Kazak

Alzo la tendina oscurante dell’oblò: un mare bianco di nuvole mi acceca. Progressivamente, gli occhi si abituano e riesco a riconoscere l’inizio e la fine di ogni nuvola, come se fossero singole onde. Lo sguardo si allontana verso l’orizzonte: davanti a me, New York mi aspetta.

Avevo prenotato questo viaggio per il Natale precedente, con l’entusiasmo di condividere l’atmosfera natalizia della Grande Mela con la mia ex storica. Purtroppo, a causa di un ritardo con il suo visto, sono stato costretto a rimandare il viaggio di un anno a questo Natale. Peccato che ad aprile ci siamo lasciati.

Per molti mesi ho guardato i due biglietti sulla mia scrivania, indeciso su cosa farne. Annullare tutto e trovare una meta diversa? Invitare un’altra ragazza? Partire da solo?

Le settimane passavano inesorabili come la sabbia nella clessidra, e i programmi continuavano a cambiare forma, un po’ come le nuvole che sto sorvolando. Avrei amato andare con Piccolina, ma lei passerà Natale con la famiglia. Avevo pensato di portare Ninfetta, pregustando i suoi labbroni sul mio pisello e le sue coccole tenere all’ombra della Statua della Libertà, ma è scappata con un emiro (letteralmente!). Avevo espresso un mezzo invito alla DonnaGentile, donna di grande fascino e piacevolezza, ma i suoi trentadue anni hanno piegato in modi innaturali il suo mindset come il cucchiaio di Matrix (ovvero: non me l’ha data perché “vuole capire se sono serio”. E qualunque interesse svanisce quando provano a manipolarmi col sesso). Alla fine ho deciso di partire da solo, focalizzarmi su me stesso e lasciarmi libero di trovare qualcuno lì. Poi, quando mi dirigerò a Miami, forse mi raggiungerà SexySherlock, la donna più smart che abbia incontrato (e con un fisico da favola).

Foto di viaggio - riflessioni sull'amore
SexySherlock è bona come questa. Forse un po’ meno teen, ma ci accontentiamo.

Direi che questo viaggio da soli è l’occasione perfetta per una riflessione. Ascolto in cuffia Nuvole Bianche di Einaudi e ammetto una verità che preferirei negare: chissà quando proverò l’Amore di nuovo!

Non parlo del sentimento d’amore di per sé: è parte del mio modo di essere, con le ragazze che frequento (specialmente Piccolina), con i soci e i dipendenti, con gli amici. Io sono tutto amore, lo sapete. Il Magnifico ti lovva!
Mi riferisco all’Amore con la “A” maiuscola, quello totalizzante, quello che ti leva il fiato… quello che ho provato con la mia ex storica. Ne scrivo adesso, prima che il tempo faccia sbiadire i ricordi, velando con una patina quei colori furiosamente accessi, quella lava bollente che mi scorreva dentro, quel continuo passare tra asfissia e respiro profondo.

Se sei un uomo (e non ti chiami Giulio), salta pure questo post: sarà tremendamente melenso… ci vediamo alla prossima storia pecoreccia.
Se sei una donna (e non ti chiami Lella), tuffati in questo maelstrom di emozioni… forse, la prossima volta che leggerai le mie parole dure e disincantate, avvertirai l’eco morente di una voce fin troppo romantica.

La batosta a sedici anni e il fuoco di paglia

A 16 anni, come tutti, presi la mia prima batosta (Elena). Da lì qualcosa è scattato in me, mi son detto:

L’amore che subito infiamma è un fuoco di paglia: arde forte, maestoso e finisce subito. Forse l’amore corretto è più simile alla brace di un caminetto: lento, moderato, persistente.

Questa idea mi ha tenuto lontano dall’Amore per gran parte della mia vita. Ho trascorso dai diciassette ai trentasette anni con la stessa persona, che poi è diventata mia moglie. Venti anni comodi, con una persona a cui ho voluto un’infinità di bene, ma con cui non mi sono mai davvero lasciato andare. Distruggevo ogni momento di romanticismo con battute.

L’autobus e l’all-in a trentasette anni

Poi,a trentasette anni, vedo un autobus venirmi contro e penso.
“Ho tutto quello che la gente desidera: una storia solida e seria, serena e rispettosa, una vita agiata, salute, affetto e amici. Ho la vita che le nonne consigliano ai nipoti. Ma se questo autobus adesso mi mettesse sotto, morirei sentendo di non aver mai vissuto.”
Mi manca l’aria. Mi scanso all’ultimo secondo.
Decido, con coraggio, di salutare mia moglie e di iniziare a vivere. L’amore, ancora, non è un’opzione: in fondo, come potrebbe mancarmi qualcosa che non ho mai conosciuto?
Mi diverto. Poi all’improvviso quello stronzo sadico di Cupido scocca la sua freccia.
Forse è colpa di Pietro, il mio coach di allora, che – scopertomi bloccato sul fronte dell’amore – mi fa fare un esercizio di sblocco.
Forse è colpa (piacevolissima colpa) di essere diventato un filo più bravo con le ragazze e di aver incontrato l’Americanina: una ventunenne bisessuale super flessibile dalla storia difficile.
Sta di fatto che, per la prima volta, perdo la testa, il controllo e la faccia per una storiella di un mese scarso.
A fatica mi riprendo, ma non sono più quello di prima: è come quando Ted Mosby scopre il bacon per la prima volta a trenta anni… non riesce più a farne a meno. Non che lo ricerchi attivamente, semplicemente, quando sono solo, sento una strana, nuova ansia. Una mancanza di cui non capisco l’oggetto.
E infine arriva lei… la mia ex storica.

Paesaggio di viaggio - meditazione sull'amore
Più sono belle, più sono pazze e pericolose
@ Waldemar van Kazak

La guardo negli occhi: è il pericolo fatto persona. Bellissima, Dea del Sesso come mai nessuna dopo di lei, incarnazione di trasgressione e libertà. Intelligente. Sensibile. Divertente. Con tutta l’esperienza nelle relazioni che io non ho mai avuto. Con le stesse mie paturnie. Una fanciulla da salvare da se stessa. Una complice nella sperimentazione di modi diversi di vivere la vita. La mia bimba da amare e riempire.
C’è un solo modo per averla: amarla senza freni.
Amare la mia ex storica è come gettarsi nel fuoco, cosparsi di benzina. Significa rinunciare a ogni sicurezza, tranquillità e pace. Significa non sapere quale tornado si abbatterà su di te domani.
Significa bere felice il veleno che ti avvelenerà, sperando di risuscitare a nuova vita dopo la dolce morte… ma senza troppe certezze.
Fino a prima hai creduto di essere il padrone del mondo, decidendo con tranquillità vite e morti (professionali). Ora sei qui a tremare, come uno stupido, di fronte ad un esserino di 50 chili scarsi. Mi ritrovo adolescente, inesperto di relazioni e di vita.

Sono stati 5 anni grandiosi. E terribili.
5 anni in cui ho raggiunto i picchi più elevati di felicità. E i più profondi abbissi.
5 anni che hanno finalmente espresso una parte di me che non sapevo neanche di avere. E mi hanno lasciato dei disturbi post-traumatici, come quelli di chi tornava dal Vietnam.

Ci sono tante cose che vorrei dimenticare. Ma alcune che spero di ricordare per sempre:

  • L’incredibile felicità. Ero così felice che mi sono ritrovato a pregare Dio:Ti prego, non levarmi mai questa cosa così bella! Non farla finire. Falla durare per sempre!” E io sono ateo…
  • Quando feci il giro delle ragazze che frequentavo per lasciarle. E dissi alla mia ex strorica: “Tu fai quello che vuoi, io d’ora in poi vedo solo te!” Tanto forte era l’attrazione per lei che non riuscivo più a provare piacere, non solo con le altre donne, ma… neanche con i porno!
  • Essere guardato come se fossi la cosa più bellaal mondo. Per motivi vari, ho una profonda necessità di essere davvero visto. La mia ex storica mi guardava e amava di me non solo i pregi, ma anche i miei difetti.
  • L’incredibile, interminabile intesa sessuale: 5, 6, 7 volte al giorno, tutti i giorni, per tre anni!
  • La prima volta che siamo riusciti “a fare l’amore”: Le proposi l’ennesima fantasia, lei mi guardò, totalmente persa nell’amore, e mi disse dolcemente: “No. Solo io e te“. Ripetendomi con tutto l’amore del mondo quanto fossi bello, quanto lei mi amasse. Fui inondato da così tanto amore da paralizzarmi: non riuscivo a rispondere con la stessa intensità.
  • Le infinite serate sul divano, a parlare, cantare, ballare. Il viaggio più bello che ho mai fatto è stato su quel divano, nel conoscerci. Volevo sapere tutto di lei.
  • Quella volta, poco prima di metterci insieme, le dissi: “Sono tuo. Mi arrendo. Fai di me quello che vuoi. Distruggimi pure se vuoi, non opporrò resistenza
Illustrazione per le riflessioni sull'amore in viaggio
I momenti migliori sul divano: io, lei e Salomone

Certo, c’è anche un sacco di merda che ricordo bene. Cose che non accetterò mai più da nessuno. Ferite aperte le cui croste sono ancora doloranti.
Ci sono stati momenti in cui, più che una relazione, sembrava un martirio. E, ad ogni lamento, ogni volta, per infinite volte, Fil mi ripeteva: “Ti avevo detto di scegliere TetteDolci. Tu hai voluto X? E questo è il risultato.” E io: “No, no, io voglio X!”.

La bottiglia vuota

Ad aprile ho visto andare via la persona su cui avevo fatto all-in.
Mi sono ritrovato ad essere una bottiglia vuota, incapace di offrire da bere ad alcuno.
Oggi mi sto via via riempendo, godendomi la mia vita da single.
E no! Non tornerei indietro.
Mai mi riprenderei X (a cui auguro tutto il bene possibile). Se mi leggi… ricordati chi sei, il tuo valore e non buttarti via!
Non vorrei più una storia come quella che ho avuto. Ma neanche tornare ad una relazione come quella di quando ero sposato. Il mio amore ha un prezzo così alto che lo donerò solo a chi sarà oltre scala.

@ Waldemar von Kozan
Io che scaccio le “zozze” che vogliono farmi innamorare

Ho voglia di leggerezza. Improvvisamente, nella playlist compare “Le plus beau du quartier”, la canzone della Dea Francese. In fondo, io e lei su questo adesso siamo un po’ più simili: entrambi diciamo di essere disposti a innamorarci, ma… ce ne guardiamo bene, in realtà. Sappiamo che per noi l’amore ha un prezzo così alto che deve proprio valerne la pena. Il suo più economico, il mio più emotivo.
Ecco, mi sa che mi metto d’impegno con la dieta e divento anche io “Il più bello del quartiere”. Magari un’anonima blogger scriverà di me, chiamandomi “Il dio siciliano” ahaha. Non sapendo che il desiderio più profondo di ogni dea e di ogni dio è… essere soltanto un mortale.

I miei occhi sono velati e rifuggo le hostess che insistono a portarmi champagne. Anche la prima classe ha i suoi difetti.

PS.
Ovviamente tutto quanto detto sopra non vale se sei la Bruletova o la Zolotova…. qui mi innamoro subito e ti prometto monogamia a vita eheh.
Quindi se hai un cognome che finisce in “ova”, parliamone

https://www.youtube.com/shorts/1qCDcit42E0
Blog semi-serio sulla vita sentimentale e piccante di un quarantenne di successo.

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