
Il problema di avere un blog è che, talvolta, decidi di incontrare certe persone solo perché… potrebbero essere ottimi soggetti per una storia. Questo è il caso di Bambolina Gotica, una 23enne russa dallo style incredibilmente ricercato, un’artista che espone a Milano, New York, Venezia (Biennale), una persona in cui l’aspetto è incredibilmente spigoloso mentre i modi sono morbidi e setosi.
Ma partiamo dal principio. Sono orfano di Piccolina, che ho allontanato per ragioni che poi vi spiegherò. Sono un po’ triste e alla ricerca di nuove persone da far entrare nel mio mondo, per riempire quel bisogno di affetto che mi accompagna da quando ho memoria. Voglio qualcuno che mi coccoli, che mi faccia sentire amato e che mi guardi come se fossi la cosa più preziosa del mondo… esattamente come faceva la mia ex storica prima che le nostre reciproche mancanze velassero quel suo sguardo dolce e brillante, trasformando la cosa più vera del mondo nello sbiadito ricordo di un’illusione.
Sul solito sito di dating, scorro fanciulle come una teen scorre vestitini zozzi su DollsKill. Sono tutte “issime”: Bellissime, Zoccolissime, Banalissime (almeno nelle descrizioni). Ed ecco emergere una foto un po’ disturbante: una scogliera, mare agitato, in primo piano una ragazza vestita di nero, dai lineamenti bellissimi e deformati, come in un film di Tim Burton.

I labbroni e il sospetto
Faccio zoom sul viso: zigomi pronunciati, tipici tratti dell’est, e due labbra gigantesche. Voi sapete quanto amassi i labbroni di Ninfetta e quanto mi manchino i suoi pompini!
Scorro la galleria e mi sembra di essere a una mostra fotografica: si alternano background industriali, decadenti o ampi panorami naturali; outfit improbabili e ricercatissimi; tratti a volte ipersensuali, a volte deformati.
“Sicuramente questa ragazza deve avere una storia interessante!“, penso.
La descrizione è semplice ma molto sincera, non stereotipata. Ama gli sport estremi; è un’artista; ricerca persone di mentalità aperta, con interessi artistici e musicali, sensibili a culture differenti. Mi racconta di quando ha fatto parapendio da sola, volando dentro una nuvola.
La contatto. Lei è molto veloce nel decidere di incontrarmi. Abita vicino a me; la invito direttamente a casa mia.
Nell’attesa della sua venuta, messaggio un po’ con il mio amico Fil. Fil ha sempre avuto un impatto rilevante sulla mia vita sessuale, avendo questo superpotere di risolvermi o installarmi paranoie. Sfiga vuole che stavolta si sia applicato per installarmene.
Racconto a Filippo della ragazza che devo incontrare e gli mando le foto pubbliche del profilo, selezionando le più normali. Inizia a rassicurarmi con:
- “Secondo me si droga”
- “Se una si droga è facile che trombi in giro senza preservativo”
- “Chissà che malattia ti attacca”
- “Usa due preservativi”
- “Avrai così paura che ti attacchi qualcosa che non ti verrà duro”
Insomma, l’amico che ogni uomo desidera!
Champagne e ansia da prestazione
Confesso che un po’ mi sta salendo l’ansia. “Magari nelle foto è vestita in modo strano perché è un’artista. Vedrai che di persona sarà normalissima“, penso.
“Oddio!”, penso non appena arriva. Outfit esattamente come da foto: giacchino glitterato con pelo di orso siberiano, maglietta di pizzo bucherellata da cui spuntano due piccoli capezzoli rosa, pantalone tuta aderente, stivaloni. Capelli scuri, taglio corto che sembra gridare “non ho bisogno di essere sexy per piacere“. Make-up particolarissimo, con puntini e linee nere alternati secondo un pattern tribale ed esoterico; occhi chiari che emanano tranquillità… Potrebbe essere un serial killer, ma di quelli che ti tranquillizzano dolcemente prima di tagliuzzarti.
I due labbroni, giganteschi! Se quelli di Ninfetta erano due canotti, questi sono due cacciatorpedinieri.
E poi… che sedere! La comunità scientifica internazionale, dopo numerosi congressi, ha definito con precisione una scala standard di misurazione della perfezione della FORMA del culo, la cosiddetta BIBI Scale: Bea Ideal Butt Irresistible Scale, in onore della mia amica Bea, fulgido esempio di perfezione deretanesca. Ecco, Bambolina guadagna un impressionante 9,5 nella scala BIBI. Poi ok, in termini di essere “sodo”, l’americanina rimane imbattuta.
“Champagne, prosecco o vino bianco?”, le chiedo. Opta per l’ultimo. Stappo un buon Anthilia di Donna Fugata, storico compagno siculo di tante trombate.
Ci accomodiamo sul divano.
Mentre la guardo, rifletto che lei ha tutto ciò che una ragazza normalmente desidera: lineamenti da strafica, pelle immacolata, occhi da impazzire, sedere da urlo. E, per esprimere se stessa, si concia in una maniera molto estrema, si trucca come un guerriero maori, rifiutando lo standard di bellezza.
Mi racconta della sua vita. Della sua arte. Di come ami la natura, il muschio, passare giorni in mezzo alle foreste. Mi mostra le sue opere.
Molti sedicenti artisti sono boriosi, arroganti, pieni di loro stessi. Lei no, lei è modesta, serena, appassionata. Essere un’artista è qualcosa che fa parte della sua natura; non c’è ego, compiacimento o paura. Lei è così.
Io mi sento profondamente amorevole. Entrambi ci sentiamo pienamente a nostro agio.
Le chiedo di mostrarmi i suoi tatuaggi.
Si spoglia parzialmente.
Che pelle luminosa, magica!
Vedo delle cicatrici: incidente o… si taglia?
Un moto di affetto mi nasce dal cuore. Ricerco il contatto allungando le mani sulla sua coscia.
Lei risponde al tocco, con calore.
Ci guardiamo.
È il momento: mi chiede di andare in bagno. E mentre la guardo allontanarsi, pregustando il momento in cui mi salterà addosso, noto qualcosa…
Le macchie sul labbro
Sul labbro inferiore, vedo delle macchie scure.
“Oddio, non è che è… herpes!?!“, penso. Quel demonio di un Filippo saltella sui miei neuroni proiettandomi immagini apocalittiche di malattie: e se mi fa un pompino e me lo attacca? E mo’ come faccio?
Scrivo a Fil, così preoccupato che non riesco a digitare correttamente “herpes”.
Scherzosamente mi dice di preparare dell’alcol per disinfettarmi l’uccello.
Esce dal bagno.
Si leva la magliettina di pizzo, mostrando una carnagione chiara come il latte quando è illuminato dalla luna.
Si avvicina per baciarmi.
Io percepisco il tempo al rallentatore… Vedo quei labbroni – normalmente iperattraenti – avvicinarsi minacciosamente.
Per evitare le macchie, la bacio sul labbro superiore, poi sul naso e, infine, sulla fronte.
Chissà che cosa avrà pensato la tipa!
Ci spogliamo. Le faccio i complimenti per il sedere. L’abbraccio da dietro per evitare altri baci.
Allunga la mano verso il mio pisello.
Ok, io sono molto orgoglioso del mio pisello. Mi piace la forma, la dimensione e soprattutto la larghezza. Io, se potessi scattargli una foto e metterla sul bigliettino da visita… lo farei.
Ma stavolta il mio pisello è sotto zero. Non solo non è turgido come dovrebbe, ma è persino più corto di quando è a riposo. Insomma, si è ritratto dalla paura!
La ragazza si impegna in un pompino, con tanta dedizione.
Quei labbroni sono bellissimi, i suoi lineamenti perfetti, ma io sono spaventato. Le sue mani scendono sulle palle, si avvicinano con educazione al buco del culo, in cerca di scalare la stimolazione. Devo inventarmi al più presto qualcosa per aiutarla! Allora immagino le peggiori fantasie per farmelo rizzare. Qualcosa si muove quando immagino di essere un vecchio gallerista porco e approfittatore e lei una giovane artista ingenua, disposta a tutto per il successo. Mi piace proprio fantasticare di essere un corruttore di giovani, approfittatore e maniaco. Ecco, è duro! Lei si dà da fare, le vengo in bocca. Sorridiamo, ci abbracciamo, mormoro qualcosa sul fatto che la prima volta mi emoziono.
Continuiamo a parlare amabilmente, con grande sintonia per un’ora buona. Infine mi dice che è tempo che vada, che deve vedere una sua amica, ma che – se voglio – dopo torna da me e dorme con me.
“No, no, sono stanco, mi alzo presto, facciamo un’altra volta”.
Lei mi dice che è stata veramente bene e che vorrebbe rivedermi. “Certamente, appena finisce questo periodo super pieno”, le dico.
Il verdetto: filler, non herpes
E mentre l’accompagno alla porta, le chiedo con nonchalance cosa fossero quelle macchie scure sul labbro.
“Sono le punture del filler, l’ho fatto proprio ieri!”
Altro che herpes, ma vaffanculo Fil! 🙂
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