
Miami, inizio 2026. Rooftop del One Hotel SouthBeach. Sempre in attesa che arrivi Xmas Lady.
Xmas Lady: “Ma quante ragazze hai incontrato in quel giorno che mi aspettavi?” ndXmasLady.
Io: “Eh, ma ero in vacanza!“
Xmas Lady: “Ma non hai un uso migliore del tuo tempo in vacanza?!”
Io: “Beh, così conosco tanta gente interessante… È un modo di comprendere profondamente il luogo, entrare nella Gestalt di dove mi trovo… Sono un Tromba-Turista!“
Il brusio allegro degli avventori si diffonde tra i tavolini eleganti. Sullo sfondo il mare, le immancabili palme in lontananza. Di fronte a me, EsotericPussy. Occhi di un azzurro placido e intenso, labbra carnose, eleganti anche se con filler, lineamenti molto aggraziati. Il suo sguardo è deciso ma buono. Fisico perfetto, atletico, magro. Tette niente male, ovviamente rifatte, ma con gusto.
Emette un’energia calma e profonda; è padrona della situazione, aperta alla persona che ha di fronte, ottima osservatrice. Un essere spirituale nel corpo di una supergnocca. Ma è furbetta. È russa, è inevitabile. Sul profilo ha dichiarato di avere 31 anni; secondo me ne ha 3-4 di più. Nelle foto è un essere di una bellezza eccezionale, dal vivo è giusto super-figa. Ok, non ci lamentiamo.
La numerologa col decolleté
Le prendo le mani. Mi chiede la data di nascita. Le rispondo, guardandola sorpreso. Fa due calcoli mentali e poi mi dice:
Lei: “Sei un 10“
Io: “Ah, grazie, me lo aveva detto mia mamma che sono bello!”
Lei: “Ma no, che hai capito! 10 è il livello della tua anima!”
Io: “Ah, grazie, me lo dice sempre mia zia Piera che sono una brava persona”
Lei: “Allora, quale zia Piera! Non c’entra nulla! È un discorso serio!”
Meglio che faccia il serio,penso, altrimenti qui non si tromba!
Ok, mi ricompongo e l’osservo con uno sguardo interessato. Le chiedo di spiegarmi meglio.

Lei:
“Ho fatto numerosi studi. Seguo un Maestro Russo che gira per il mondo. Noi crediamo fermamente che l’anima si reincarni più volte, passando di livello in livello.
E ad ogni livello corrisponde uno scopo, una missione da compiere, una situazione da guarire o superare. Solo finalizzando il proprio scopo, l’anima può accedere al livello successivo.”
Le anime e i cappotti di pelliccia
Il mio sguardo scende lungo la scollatura e si sofferma sui seni, che desidero ardentemente leccare.
Io: “Wow, e cosa succede quando raggiunge il livello finale?“
Lei: “Arrivato al livello finale, l’anima è ormai pronta per non reincarnarsi più e passare a un livello diverso di conoscenza. Alcuni lo chiamano Nirvana.“
Io: “Sai questo mi ricorda una conversazione che ho avuto con la mia amica Daniela. Parlavamo della vita e lei sosteneva che ognuno attrae il suo dolore e le sue vicende.
Appena sentita questa frase mi sono irrigidito: “è molto cattiva questa cosa che dici! Pensa un malato terminale, una vittima di uno stupro, etc… Così facendo è come se la colpevolizzassi per quello che le è successo!“.
Con tono amorevole e l’espressione annoiata di chi deve rispiegare sempre la stessa cosa, mi dice: “No, non dico che sia responsabilità della vittima. Semplicemente quell’anima ha bisogno di passare per quella esperienza per purificarsi, crescere, risolvere dei traumi passati. E attrae qualcuno con bisogni simili. Per una esperienza comune di catarsi.“
Il mio sguardo torna sulle sue tette, penso “si, oddio, in effetti la mia anima ha proprio bisogno di mettere il mio pisello in mezzo a quelle!“.

Un piatto di ardesia colmo di sushi si posa tra me e le tette, interrompendo il mio sguardo. Il cameriere mi sorride, con quella gentilezza tipica dei posti dove le mance ti costano come una cena a Milano.
EsotericPussy mi racconta della sua vita.
Immancabilmente russa, trasferitasi qui pre-guerra, matrimonio per cittadinanza, prossima al divorzio, piena di interessi.
Lo sguardo è brillante, è cosciente di piacere, ma privo di quella spocchia tipica della SuperDea.
Ci spostiamo in camera. Frena un po’, vuole parlare ancora e ancora. Non mi dispiace; è una persona interessante da conoscere. Le preparo una “vodka salutista”, qualunque cosa significhi (grande strategia con le tipe con le fissazioni alimentari… La stessa bistecca diventa “salutista”, “vegana”, “biodinamica”, “km zero”, “kosher” o “grass fed” in base tu sia – nell’ordine – milanese, finto-milanese, milanese da tre generazioni, ebreo o paleo).

La trombata e il conto dell’integrità
Le mie mani la spogliano. Ha un fisico incredibilmente fit, degli addominali scolpiti, zero grasso. A Miami devono proprio tenere al fisico. Mi complimento per il “core” da Pilates. Sorride, ringrazia e mi dice “beh, dai, alla fine sono come nelle foto”.
io: “…”
lei: “Perché non dici nulla? Vuoi dire che non sono come nelle foto?“
io: “…”
Lei: (con sguardo scandalizzato) “Ma come!“
io: “eh, sei super carinissima, fisico perfetto, bellissima ragazza“
lei: “stai continuando a non rispondere… sono come nelle foto o no?“
Io: (pensando che le foto sono di 4 anni fa almeno) “no, sei un po’ diversa, ma sei super bella comunque”
lei: (guardando al cielo esasperata) “Comunque?!?“
Io: (accarezzandole i seni per darle conforto) “Raramente ho visto una donna così fit“
Lei: (rimuovendomi le mani con stizza e facendo all’improvviso la preziosa) “E il viso? Ti sembro più vecchia?“
Io penso: “maledetto me, quando mi sono ripromesso di non mentire a una donna! Oddio, qui, qualunque cosa dico, ne esco morto“.
Le dico “Adoro i tuoi occhi“
Lei: (sempre più stizzita) “Stai veramente dicendo che sono vecchia?!?!“
Io ho un solo modo di uscirne e farla smettere di parlare: tiro fuori il pisello e glielo piazzo a 5 cm dalla bocca.
Lei lo prende in mano, mi guarda e continua a lamentarsi.
Io: “Vuoi che annulliamo? Tiaccompagno di sotto?“
Lei: “No, no, però sia chiaro che sei un cafone. Non si tratta così una signora!”e inizia a giocare con il mio azionista di maggioranza.
La porto sul letto. Il suo viso è ancora segnato dalla delusione per il discorso delle foto. Le metto una mano sulla pancia, sfodero il mio miglior sguardo da “tenero motherfucker” e le dico: “dai, facciamo un figlio! È il mio destino, no?“
Lei scoppia a ridere, sorride onorata e mi dice timidamente “eh, ma ti conosco ancora da poco”
Io: “Ma i numeri, l’anima, il destino! Me lo hai detto tu, mica te lo puoi rimangiare“
Lei: “Eh, ma conosciamo almeno un po’ prima… dai, almeno per 6 mesi“.
Io: (con sguardo contrito) “Eh, ma pensa che bello un figlio con il mio naso e i tuoi addominali! Lo chiamiamo MagnumP.I., in onore della città in cui ci siamo conosciuti“.
Lei ride.
Io le balzo addosso.
Mi chiede il preservativo
Fingendo delusione profonda indosso il preservativo, con gesti plateali alla Mario Merola (per il pubblico estero, Mario Merola è uno dei massimi esponenti del melodramma napoletano…).
Vabbé, trombata discreta ma niente pompino “sai, per le malattie!” Bah, secondo me è ancora per la storia delle foto. La saluto.
Mi riscrive dopo due ore, dicendo che si è dimenticata un anello. Ci tiene a farmi sapere che si tratta di diamanti dal valore di 6 mila dollari, regalatole dal suo precedente fidanzato. Giusto per settare lo standard, sia mai che desideri veramente fare un figlio con lei.
Torna a prenderselo.
Mi inginocchio platealmente.
La guardo negli occhi.
Le infilo l’anello nel dito.
“Allora, futura moglie, me lo fai sto pompino?”
Scoppia a ridere, parliamo, scherziamo, mi fa parlare al telefono con l’amica (“senti, glielo dici tu alla tua amica che è un peccato non farmi sto pompino?“) ma infine se ne va senza pompino.
Questo è il costo dell’integrità!
Della sincerità!
Quindi, cari lettori maschi, fate un favore al vostro socio di maggioranza lì sotto: mentite, mentite sempre e fatevelo succhiare!
Nel frattempo mi ricontatta la SuperDea, per chiedere un terzo giro (del secondo non ho ancora scritto). Le rispondo che ho finito tutti i soldi e che cerco lavoro come pizzaiolo per ripagarmi il biglietto di ritorno.

Proverà ancora un paio di volte a farsi regalare qualcosa a distanza; io continuerò a dirle che sono povero… finché non capirà che non c’è nulla da prendere e che mi bloccherà ovunque; sta zozza!
La storia dei figli
Considerazioni
Allora, sta storia dei figli mi è entrata dentro.
Non che creda alla numerologia dell’anima, ma in effetti qualcosa di quel discorso ha risuonato dentro di me.
Sono una persona molto paterna (come l’alto numero di figliolette zoccole può testimoniare) e sento che sarei un papà molto amorevole.
E, infatti, da lì a poco arriverà l’offerta di Xmas Lady di fare un figlio con lei, che a lei non importa se trombo in giro, anzi, è contenta se ha altre “sister wife” con cui vivere insieme, in una super famiglia allargata.
Che dite?
Figlio?
Scrivetelo nei commenti! Il primo che mi convince vince in premio il privilegio di avere il mio primo figlio chiamato col suo nome (No, non vale per te, Ermenegildo!)
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