Tired of Boys? Try a Man!

LA DEA SUPREMA, IL BOSS DI FINE LIVELLO

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Rappresentazione artistica della Dea Suprema - fisico fedele
Rappresentazione fedele del fisico; il viso invece dal vivo è molto più bello

Hotel di secondo ordine, trovato di fortuna perché siamo sotto le feste. Lei è sdraiata sul letto, a faccia in su. Io sono a cavalcioni su di lei, con le sue gambe intorno alla mia testa. La sto pompando con forza, mentre un cuscino sotto il sedere le tiene in alto la figa.
Guardo il suo viso. È di una bellezza da togliere il fiato. Mascella larga, naso disegnato (letteralmente, merito del chirurgo estetico). Due occhi del colore del mare di Sardegna al mattino. Labbra carnose dovute a un filler realizzato a regola d’arte. I lineamenti esprimono un’energia palpabile, come se la bellezza si incarnasse in un misterioso fluido che scorre tra le sue iridi colorate e le mie, riempiendo il mio corpo come un respiro dopo un lungo periodo di apnea.
Il mio sguardo scende sulle tette: grandissime per il suo fisico super magro. Gli addominali sono più che scolpiti; sembrano una grattugia. Un vitino strettissimo adorna i fianchi larghi, rispettando il famoso rapporto aureo (0,618), alla base dei canoni di bellezza occidentali dal Rinascimento in poi.
Tutto in lei è studiato per piacere; la Super Dea è il prodotto di un attento processo di valorizzazione, chirurgico, sportivo ed estetico.
È uno dei pochi casi eleganti di bimbofication: quel processo estetico e comportamentale in cui una persona adulta sceglie di rappresentarsi, vestirsi, truccarsi, modificarsi chirurgicamente per avere tratti iper-femminili, ingenui e artificiali, ispirati a uno stereotipo di “ragazza bambola”. Bimbo è una parola inglese che nulla ha a che fare con l’infanzia: nei fatti parliamo di una vera e propria Barbie.
Elementi tipici:

  • Aspetto fisico: seno sproporzionatamente grande, trucco molto marcato (labbra grandi, occhi enfatizzati), capelli curati in modo “da bambola”, abbigliamento da troione da combattimento

  • Comportamento: atteggiamenti volutamente ingenui, semplici, giocosi o frivoli.

  • Comunicazione: linguaggio semplificato, vocetta, espressioni stereotipate

Lei, a differenza della donna Bimbo media, è estremamente bella, elegante e non volgare. È sia bella (di quella bellezza eterea, sofisticata) che bona (procace, sexy, una macchina del sesso). Sia Beautiful che Hot, per dirla all’americana.

Diciamocelo: lei è la Super Dea, l’ultimo livello possibile di bellezza e bonaggine incarnate in un solo essere umano. Batte con vantaggio persino la Dea Francese (che rimane però finemente più elegante e raffinata). È il boss di fine livello, l’ultima sfida da superare per vincere il game, il guardiano finale da sconfiggere per ottenere finalmente una skill essenziale che mi manca: l’abilità di scopare a sfregio.

Chat con la Dea Suprema - la conversazione iniziale

Lo sapete: io sono coccoloso, mi interesso della ragazza che ho davanti, me ne prendo cura. Fosse anche a pagamento, se vedo che non è presa, interessata, eccitata… io mi blocco! Questa cosa mi ha creato mille problemi in passato, perché mi rende bisognoso di conferme, validazione, rassicurazione.
Scopare a sfregio è quell’abilità fondamentale che consente di usare l’altra persona come un sex toy, un semplice oggetto. Sia chiaro, non è quello che cerco; non mi interessa affatto. Ma saperlo fare mi migliora nelle situazioni di imbarazzo e mi dà una possibilità in più quando cerco solo una scopata. Mi consente inoltre di saper trattare a modo quelle che meritano questo comportamento.
Qui davanti ho a tutti gli effetti un’escort, priva di qualsiasi interesse nei miei confronti. Vi dirò di più: tutto nel suo comportamento trasmette sufficienza e insofferenza. Sembra quasi che mi faccia un favore. Fa di tutto per non dare soddisfazione: mentre la sbatto, trattiene con tutte le sue forze lamenti e mugolii, non vuole che io veda che prova piacere. Il suo sguardo è serio; prova a comunicare distanza. Ogni tanto qualcosa cede, mi accarezza i capelli, ma si ferma subito, come a pentirsi di essersi abbandonata a un momento di umanità.
Una volta sarei scappato offeso, sminuito, arrabbiato. Adesso me la rido e me la trombo con soddisfazione. Io sono sempre io: rido e scherzo mentre la rigiro sul letto, la prendo in giro dicendogliene quattro, ma sempre in modo divertente:

  • Certo che, per quello che mi sei costata, almeno un po’ di impegno lo potresti mettere: sembri una stella marina!
  • Non sei una professionista: una vera escort illude il cliente che le piaccia; tu mi fai sentire un portafoglio con le gambe. Ma che vi insegnano alla scuola delle Bimbo?
  • Sì, sì, tu ti vanti che tutti ti dicono che sei la dea del pompino… Io ancora non ho visto nulla! Non devi credere agli uomini: direbbero qualsiasi cosa pur di scoparti!

Ma come cazzo ci sono finito?

Ma com’è che sono finito con un’escort, a pagamento? 

Illustrazione della Dea Suprema in abito da sera
Abito (e seno) riprodotti fedelmente

Facciamo un salto indietro di pochi giorni. Sono in partenza da New York verso Miami. Il giorno di Natale ho conosciuto Xmas Lady, una ragazza italo-americana. Mi è piaciuta subito e l’ho invitata a venire con me a Miami, ancora prima di finirci a letto. Lo so, grosso rischio, ma la permanenza a New York mi ha influenzato: il livello medio delle ragazze qui è più basso, Tinder non funziona per nulla (e sono tutte latine, nere e di altre etnie che a me non attraggono). Hinge ha iniziato a funzionare solo dopo che me ne sono andato da New York.
Ho fatto bene a portarmi lo snack da casa, direte voi. Beh, senza nulla togliere a lei che è carinissima, cucciolosa e coccolosa, appena arrivato a Miami ho scoperto una grande verità: Miami è la Premier League della figa
Arrivo al celebre One Hotel di Miami Beach e, appena entro nella lobby, mi sento male: livello altissimo, super sofisticate, tirate da passerella. Qui la competizione è altissima: una 8 che in Italia si atteggerebbe a vamp qui va in analisi perché è considerata un boiler. Sono tutte delle fighe bestiali, orgogliosa emanazione del gold standard della chirurgia estetica. Comunico l’entusiasmo all’immancabile Filippo, testimone e mentore di mille scopate.

Ho meno di 24 ore prima che Xmas Lady mi raggiunga, decido di usarle al meglio per tuffarmi in questo mare di figa prima di avere compagnia. Un tour de force che mi porterà ad andare a letto con tre ragazze in dodici ore, raggiungendo livelli estetici mai raggiunti prima. In pratica, novello Messner, ho scalato l’Everest della figa.

Avendo solo poche ore, non ho tempo di conoscere ragazze in modo organico. Decido di fare sugar dating. Una volta avrei visto male la cosa: se cerchi validazione, pagare elimina ogni divertimento, merito e motivazione. Una volta avrei rifiutato schifato.
Oggi, in realtà, sono più libero di valutare ogni opzione per quello che è. Ho voglia di divertimento? E divertimento avrò, senza troppe paranoie!
E comunque mi è capitato diverse volte che incontri transazionali siano sfociati in frequentazione, senza denaro o con un livello sincero di connessione. Altre volte è stato identico ad andare a escort e amen, morta lì.

Apro seeking.com, imposto Miami,  e vedo lei: 

Seconda illustrazione della Dea Suprema - figura intera

Zigomi pronunciati, labbra carnose, due occhi chiarissimi ma con un taglio super seducente. Tipica faccia da bitch russa: austera, priva di sorriso, come se ti guardasse dall’alto dell’Olimpo. Fisico magrissimo ma super muscoloso, con tutti gli addominali in evidenza. Due tette enormi, per le quali le leggi di gravità sembrano non valere. È a tutti gli effetti una dea, anzi una Super Dea.

Leggo la bio: è su questo sito da poco; si è appena lasciata dopo due anni di relazione/arrangement. Le scrivo: “Anche io mi sono da poco lasciato. Ma tu non sembri una che crede all’amore.

Mi risponde con un “aw lol” e mi lascia il suo numero.

Filippo il venditore di Folletto

Le scrivo dall’aereo, mentre mi dirigo a Miami. Essendo lei su un livello completamente diverso, la tratto non come una sugar baby ma come una donna da sedurre, facendo un po’ troppo il piacione. Mi complimento per il suo gusto estetico. Mi chiede come faccio a dedurlo. Le rispondo che trovo i suoi outfit estremamente eleganti e, al contempo, super seducenti.
Mi chiede che cosa ho in mente.

Le dico che, normalmente, per me sarebbe un piacere andare lentamente e prendermi tutto il tempo necessario per conquistarla. Lei merita di essere stracorteggiata. Ma, sfortunatamente, la mia agenda non mi lascia questo tempo, essendo di passaggio. Per cui sarei felice di avere un assaggio di come sarebbe la mia vita con lei, giusto in un incontro, un cocktail e, se ci piacciamo, scatta un regalo (ppm = pay per meet). Magari è l’inizio di qualcosa di più long term.

A tanto romanticismo risponde chiedendo una cifra folle che censuro per decenza. Una cifra folle, mai neanche lontanamente pagata… col cazzo che accetto!

Elegantemente declino con la scusa che oggi sono stanco e, per quella cifra folle, voglio godermela in un momento di maggiore riposo; pertanto, l’avrei contattata nei prossimi giorni. Un modo elegante di tenere una porta aperta, ma che sostanzialmente si traduce in un rifiuto.
Insiste dicendo che le prossime sere sarà sempre super occupata e, pertanto, l’occasione è solo stasera. Mi dice piuttosto di farmi un sonnellino prima. Non rispondo.

A sto punto, per divertimento, scrivo a Filippo.
Errore.
Grande errore.
Grandissimo errore.
Se c’è una certezza in questo mondo, è che Filippo troverà sempre il modo di convincermi e farmi spendere soldi. Eheh.

Provo a resistere, ma insiste, ribadendo: “Quando mai ti ricapita più”.

Resisto.
A sto punto, Filippo parte con la solita filippica (appunto, si chiama così per questo) sul boost energetico Che non ho ancora capito cosa sia esattamente, ma con sta scusa sono cinque anni che mi fa fare due volte alla settimana powerlifting (“eh, la figa giovane richiede boost energetico neuronale che solo il powerlifting ti dà“).
Infine, il colpo da maestro: con una figa così, fai più soldi e dimagrisci pure!

Tentenno. Sono indeciso. Sono un fottio di soldi: una volta ho costruito un pozzo in Africa con quella donazione. Posso mai pagare una strafiga come un pozzo in Africa? Beh… sempre di buchi si parla, in effetti.
Gli faccio notare che — pagando io — è facile fare il ricchione col culo degli altri. Lui mi dice che, al massimo, l’unico ricchione sono io se non me la trombo.

E vabbè, mi ha convinto. Mi gioco la classica parte della vittima manipolata e dell’allievo modello del coach che soffre per una causa superiore, come mi ha insegnato lui quando ero suo studente.

Vado avanti con la mia giornata, ma lui teme che cambi idea. È insistente come un venditore di Folletto. Insiste:

La Dea in carne e ossa

Vabbè, confermo alla tipa la cifra folle richiesta e le chiedo come posso pagare. Dice che accetta PayPal, iMessage e altri metodi elettronici. Zoccola digital. Fisso per le 10:30: dovrei fare in tempo. Arrivo in hotel, mi lavo al volo. Mi scrive che è da amici e vuole che le chiami un taxi.
Mi fanno morire queste super zoccole: ti chiedono cifre folli per una scopata ma non scuciono neanche 30 $ di taxi.
Noto un pattern ricorrente: in pratica, queste top sugar babies/escort sono settate per non cacciare un soldo e provare a mendicare qualsiasi extra. Possono avere milioni sul conto, ma si comportano come se non avessero una lira. Una mentalità da povero, priva di ogni dignità, che vede nell’altro un bancomat per le spese quotidiane. Sono perplesso. Che una persona venda il suo corpo, lo posso pure capire. Alla fine c’è chi fa molto peggio: pensate ai giornalisti di partito o ai politici, che vendono cervello e anima per soldi. Ma questo atteggiamento da mendicate privo di dignità mi fa abbastanza specie.
Vabbè, apro Uber e imposto il nome della sua via. Solo che sbaglio città. Se ne accorge, me lo dice, richiamo Uber. Alché l’autista va al punto di pick-up opposto. E lei non può muovere il culetto. Allora mi scrive di comunicare il problema all’autista. Scrivo all’autista. Lui se ne fotte e va via. La tizia si incazza e si lamenta con me. Io sbotto e le dico, scazzato, che farsi chiamare Uber da uno che vive a 6000 km è una stronzata, che non sono il suo segretario, che ha le mani pure lei e che si può organizzare da sola.
Cambia tono, dice che non è colpa mia, muove il culo e si trova un Uber (cmq sempre pagato da me, accattona!).
Vabbè: finalmente arriva in hotel. Vado giù a recuperarla. Sbaglia la scala, la mentecatta. Infine la becco e… Dio bono quanto è bona.
Si presenta con una minigonna minuscola, raso-culo. Un corsetto — sì, avete capito bene, un corsetto! — che enfatizza il vitino sottile e, al contempo, schiaccia le tette in su, come due bombe atomiche pronte a esplodere. Due meloni che attraggono il mio sguardo come il campo gravitazionale di un buco nero attrae qualsiasi corpo a milioni di km di distanza.

Illustrazione generata della Dea Suprema


Le vado incontro e la saluto. Ricambia il mio saluto senza sorridere e mi segue. Ho il dubbio che non sia lei: dal vivo sembra più bona… che sia un’altra escort in cerca di cliente. Le mostro la sua foto di profilo WhatsApp e le dico: “Io sto aspettando questa”.
Lei: “Sì, sono io“.
Io: “Ma sei sicura?
Lei: ““.
Ok, saprà pure chi è. Saliamo in stanza.
Ci sediamo e provo a fare conversazione.
Per un’ora.
In cui provo a conoscerla.
Ad attivare una qualche forma di connessione.
Niente: è fredda, gentile ma distaccata, priva di qualsiasi interesse.
Non fa domande. Fa fare tutto a me. È lì in attesa che faccia qualcosa, ma non si capisce cosa.
Mi sorprende però che non abbia alcuna fretta: alla fine è anche suo interesse consumare il prima possibile e archiviarmi. Invece è lì, impassibile, mi osserva. Sembra un gatto che gioca col topo. La mia impressione è che questa situazione la diverta.
Alla fine mi arrendo: se vuoi essere trattata da zoccola, ti tratto da zoccola.
Mi avvicino, la bacio, mi chiede come voglio pagarla. Partiamo bene.
Allora, non è facile mandare una cifra folle su PayPal da un Paese straniero, con la SIM associata priva di copertura. Scattano tutti gli allarmi possibili. In pratica impiego 20 minuti per girare sti soldi. Lei, nel frattempo, collega il cellulare al televisore e mette su una bella playlist Spotify.
Indubbiamente, questa ragazza ha gusto: nel vestire (outfit incredibile!), nella musica, nella composizione delle foto che scatta o si fa scattare.
Alla fine, parte della cifra partirà dal mio account personale, parte da quello della mia sub-holding. Immagino il commercialista quando mi chiederà la fattura. Lo dico a lei, ridiamo, la sollevo di peso e la butto sul letto.
La spoglio, la tocco: è bagnata. Passo dieci minuti buoni a leccarle le tette (“ti piacciono proprio!”, mi dice). Le prendo la mano e gliela piazzo sul mio pisello (“eh, tutto io devo fare qua!“). Inizia a segarmi mentre la sdidalino. Le piazzo un cuscino sotto il culo, la penetro.

Il mio pisello è duro“, penso.
Sono un po’ sorpreso: avevo messo in conto di non riuscire ad avere una erezione. Non sono mai uscito a scopare una persona con zero connessione. Avevo messo in conto di pagare questa cifra folle solo per un pompino alla fine. Invece, il mio socio di maggioranza lì sotto risponde abbastanza bene.
Lei fa di tutto per non dimostrare piacere, anche se ogni tanto qualche gemito malcelato e qualche espressione facciale rubata la tradiscono.
La trombo per una decina di minuti, poi alla fine penso che sono stanco e va bene così. Le chiedo un pompino, lei “magari dopo“. È proprio misera: cifra folle e manco un pompino mi fai!
Amen, faccio finta di venire, sfilo il preservativo e controllo che sia integro.
Le dico di rivestirsi (forse si aspettava il round 2, non so).
Mi avvicino carinamente e con dolcezza e serenità assoluta le dico:

Permettimi un consiglio, visto che sei nuova su questo sito. Scegli persone che ti piacciono.
È vero che sei qui per i soldi, però sei così bella che hai la possibilità di scegliere qualcuno che veramente ti piaccia.
È più divertente per te
“.
Mi guarda stranita, sembra non capire. Infine mi risponde: “Ma tu mi piaci!
Ah, pensavo di no, onestamente“.
No, mi piaci. Hai i lineamenti di un dio greco“.

Sta storia del Dio Greco sta diventando un topos ricorrente. O leggono tutte il mio blog oppure ci sarà un fondo di verità. Spero almeno che sia un dio bono, alla Apollo, e non quel mezzo mostro deforme di Efesto. In effetti – ora che ci penso – non hanno mai precisato di che dio si tratti!
Digressioni mitologiche a parte, io già credo poco a ciò che una donna mi dice… figuriamoci a un’escort pagata.
Però penso che sia sincera. In fondo non ha mai mostrato un solo momento di gentilezza, carineria o desiderio di piacere. Ha sempre fatto la stronza distaccata… perché dovrebbe iniziare a mentire adesso?
Comunque, stavolta il fatto di piacere o meno non mi sposta nulla.
Carinamente la invito a dormire da me, vantandomi di essere il Four Seasons della dormita comoda, il Teddy Bear del sonno riposante (Grazie FrenchFoxy, ti voglio bene). Declina cortesemente: preferisce andare in camera a fare la skincare. L’accompagno fuori e mi butto sul letto.

L’effetto della bellezza sul maschio

La scopata è stata mediocre, ma mi sento felice.
Incredibilmente energetico.
Euforico.
Fortunato.

È incredibile l’effetto che la bellezza femminile esercita sul maschio. Filippo aveva ragione con quella minchiata del boost energetico. Mi sento come Ulisse il giorno dopo essersi risvegliato a Itaca.
Inizio a mandare audio a raffica:

Scrivo:

Allora, Filippo. Se mi senti che mi lamento della mia vita, del fatto che mi manchi l’amore, la mia ex, Ninfetta o Piccolina… tu picchiami. Ma picchiami a sangue, con la massima ferocia, così forte da lasciarmi i segni e le cicatrici a vita. Ma picchiami piacchiami picchiami che me lo merito!

e insisto:

Ma porca troia maledetta! Ma qui ci vuole una bestemmia! Tu lo sai che io non bestemmio mai! Ma porca X! Ma porca X! Ma porca X e porco Y. e porco Y e porca X! Non so se mi sono spiegato, porco Y!
Ma che cazzo di figa atomica che era questa! Ma che viso favolooooso. Ma che fisico favoloooso! Potevi spaccarle le noci di cocco sugli addominali, dovevi vedere che core aveva! Ma figa da morire!

Procedo a raccontare l’esperienza:

Poi ok, sessualmente noiosa. Non faceva un verso. Scopare con questa qui è mortificante, non ti dà soddisfazione. Questa è una dea, che è convinta di essere una dea, che guarda tutti dall’alto verso il basso. Sembrava un animale morto, giusto rispondeva ai baci.

E, infine:

Ma quanto è bello avere i soldi. Io ho sempre fatto i soldi per il piacere di farli, ma oggi scopro che spendere i soldi per la figa è persino meglio! Ma che cazzo di soldi ben spesi. Ne voglio fare di più, così ne posso spendere di più! Minchia che figa atomica! Voglio diventare uno sceicco!
Mamma mia che roba!
Minchia, la prossima ragazza che prova a tirarsela con me, le mando le foto di questa e la zittisco! Cifra folle ben spesa…
Quasi quasi la richiamo e me la scopo!
Grazie per questo consiglio che mi hai dato!
Ma quanto sono contento che ti ho conosciuto e che 6 anni fa mi hai dato questo esercizio di scopare a pagamento! Ma quanto è bello essere me.
Mi hai cambiato la vita, come Gesù. Gesù che passa e dice “Ti faccio pescatore di uomini”.
Ecco, tu sei passato e mi hai detto “Ti faccio pescatore di Troie!”. Magnifico Apostolo il Puttaniere!
Che bella sta vacanza da solo!

Vabbé, vado a letto felice, convinto di non rivedere questa tipa mai più. E invece… prossima puntata in arrivo!

Illustrazione generata della Dea Suprema

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Blog semi-serio sulla vita sentimentale e piccante di un quarantenne di successo.

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