Tired of Boys? Try a Man!

La ragazza della Finestra

L

Tutto nasce dall’ennesimo consiglio di Filippo: “ma perché non incontri ragazze un po’ più grandi?”

Io: cosa intendi? 28enni?

Fil: ma no, di più!

Io: 28 e mezzo?

Fil: che so, 35 anni.

io: ma sei scemo?!? mica posso uscire con una con la dentiera! E magari accompagnarla all’INPS a prendere la pensione! Ma per chi mi hai preso, per un gerontofilo?

Fil: però sai che pompini senza dentiera!

Filippo dice che devo prenderle più mature!

Ok, lo so, sto esagerando. E so che con questa storia mi inimicherò tutte le mie lettrici over 30. Ma tant’è, occorre rimanere fedeli ai propri principi. C’è un motivo per cui il mio filtro di età su tinder è under 30. La mia teoria è ormai ben nota e studiata nelle principali università:

Le donne a 20 anni sono pure, piene di gioia e pronte a sperimentare qualsiasi emozione, esperienza, discorso e pratica sessuale. Ti si affidano pienamente, danzando dolcemente con te ed esplorando le mille possibilità dell’esistente. Mettono gioia e leggerezza in ogni cosa, riempendo di colore e musica la caducità dell’esistenza umana. Anche se per un breve attimo, ti danno l’illusione di essere l’antidoto alla morte.
Purtroppo, però, si affidano anche ai coetani (o a vecchietti non proprio etici che vogliono solo usarle malamente). E i maschi a 20 anni sono tutti coglioni: le feriscono, le trattano male, ne distruggono l’immaginario e la capacità di fidarsi.
Le donne arrivano dunque alla soglia dei 30 pieni di traumi, delusioni e con una opinione veramente bassa degli uomini.
E iniziano a comportarsi da stronze oppure a scrivere strane regole – che ritengono assolute – su come comportarsi quali: “niente sesso prima del terzo appuntamento”, “se vuole una storia seria, mi deve corteggiare e regalare dei fiori“, “niente pompini prima del fidanzamento ufficiale” o – il mio preferito, quello della SpiaUcrainaProntamenteSfanculata™, “è troppo presto perché io venga a casa tua (non faccio queste cose!) ma verrei volentieri in barca in sardegna con te tua ospite tutto pagato!“.

Ma quanto sono belle le ragazze giovani!
(Prima che pensiate male, la modella ha 20 anni)

Detto questo, decido di avventurarmi oltre le Colonne d’Ercole dell’età consueta, e metto il filtro a… 32 anni.

E subito ecco lei, la Ragazza della Finestra (dopo sarà chiaro perché l’ho chiamata così).

Lei è una super in gamba: parla cinque lingue, ha una posizione di livello in una importante azienda farmaceutica, è risoluta, cazzuta, fa filare tutti con precisione svizzera.

Ma è anche molto femminile: nei tratti, nei modi, nello sguardo.

Ma soprattutto, sa quello che vuole e come ottenerlo. Infatti, su Tinder, mi apre lei:

Notate che stile? Che attitudine?

Altro che ragazzina che non spiccica due parole. Qui abbiamo una maestra della seduzione, una donna intuitiva, capace di capire chi ha davanti e adattare il game.

Ha capito subito che io ho un bisogno di approvazione latente e mi ha sedotto battuta dopo battuta, lisciandomi.

Costantemente prova a inoculare nel mio subconscio che lei è la donna perfetta per me. Ad esempio, una mattina mi sveglio e trovo questo messaggio:

Spettacolare. Provo a difendermi, con delle allusioni che vengono però prontamente svelate.

E continua:

e insiste con sta storia che lei è la donna perfetta per me, che le devo regalare l’anello di fidanzamento.

Adesso è chiaro: stavolta, la preda sono io.

Appuntamento fissato nella prima sera libera, due giorni dopo. Prenoto al ristorante di fronte casa mia (zero sforzo eheh).

Arriva puntualissima, anzi in anticipo. Mi vede, mi viene incontro e inizia a parlare.
Io la fermo.
Senza dire nulla tiro fuori una scatoletta.
Estraggo un anello con brillocco (56 € da Pandora).
Lo infilo al suo anulare, guardandola intensamente.
La avvicino a me.
La bacio.
Le dico: ecco, adesso puoi parlare.

Lei scoppia a ridere, è felicissima, apprezza l’ironia e il riferimento alle sue continue battute.

Che colpo da maestro, eheh

Ci sediamo al ristorante, una di fronte all’altro. Noto gli sguardi divertiti dei camerieri: solo nell’ultima settimana, mi hanno visto con tre ragazze diverse.

Quello che pensano i camerieri quando mi vedono con l’ennesima di turno

Lei è molto bella, con i capelli di un rosso vivo (che però lei scurisce per non attirare troppe attenzioni), con dei lineamenti eleganti. Ed è identica a Julia Roberts: bocca larga (con labbra piacevoli al bacio), sguardo gioioso e iper espressivo, con tanto di luccichio. Il fisico è esile ma ben tornito, mi riservo mentalmente l’opzione di verificare la consistenza del sedere.

Flirtiamo ma entriamo anche in forte connessione. Ci raccontiamo delle nostre vite. Mi spiega che ha subito recentemente una perdita importante, che si è lasciata a Novembre dopo tre anni, perché lui “non voleva costruire” e “non voleva fare il mutuo insieme”. Uhm, è chiaro che voglia costruire, ma noto una certa impazienza. Deciso di approfondire, le chiedo delle sue storie precedenti.

Capita spesso di vedere una serie tv e trovare alcuni personaggi esagerati e poco credibili. Salvo poi, anni dopo, incontrare persone nel mondo reali con tratti ben peggiori. Questo è capitato con la Vecchietta, ovvero la Ragazza della Finestra.

Nella decimo episodio della quinta stagione della mia serie preferita, How I Met Your Mother, viene introdotto il personaggio di Maggie.

Maggie Wilks è la “ragazza della porta accanto” per eccellenza: una vecchia conoscenza universitaria di Ted, che lui considera da sempre la donna perfetta. Il problema? Maggie è quasi sempre fidanzata a lungo; i rari momenti in cui è single – la famosa “finestra” – durano pochissimo: ore, se non minuti. Ted corrompe la vicina di casa di Maggie per essere avvisata non appena quest’ultima si dovesse lasciare. Un giorno arriva la telefonata e Ted corre da Maggie prima che la finestra si chiuda, cercando di isolarla da qualsiasi altro uomo.

Personaggio assurdo, vero?

Ecco, io l’ho incontrata dal vivo.

Lei: “sai, hai presente HIMYM? Io sono come la ragazza della finestra: non sto mai più di qualche giorno non fidanzata”.

Io: ma scusa, mi hai parlato tanto di quanto tu sia selettiva, come fai a trovare l’uomo giusto se prendi il primo che capita?

Lei: “ma io non prendo il primo che capita. Scelgo sempre uomini di gran valore. Ad esempio, sono qui con te. Puoi forse dire che tu sei uno qualunque?”

Furba, smart e paracula. Mi piace, ma questa per me è una red flag. E le ho anche regalato l’anello

La serata scorre piacevolmente. Parliamo, parliamo, ordiniamo dopo un’ora, all’ennesimo cameriere che passa per chiedere cosa vogliamo.

Dopo poco mi alzo e mi siedo nel posto vicino a lei. Le accarezzo le gambe. Mentre commenta i suoi allenamenti, la guardo dritta negli occhi e inserisco la mia mano sotto il suo abitino, palpando il sedere e commentandolo. Lei mi guarda eccitata e basita dalla mia audacia.
Continuiamo a parlare, le mie mani tornano sulle sue gambe, risalgono dolcemente, poi scendono e lei è sempre più rapita. Infine arrivo all’interno coscia, accarezzo le sue mutande con il dorso dell’indice.
Io: “sei bagnatissima. Sei proprio eccitata

Quando cerchi il mio nome sul dizionario, trovi questa gif

Lei è rapita, finalmente zitta.
sposto le mutande con il medio, le accarezzo il clitoride, la sento aprirsi e gemere.

Io: “uhm, sei proprio una troietta bagnata“.

Lei sussurrà: “sono 11 mesi che non lo faccio“. Nella parte finale della sua relazione, infatti, il suo era diventato un fidanzamento in bianco.

io: “chiariamo un punto. Nella vita tu puoi essere super figa, super dominante, tenermi testa, se vuoi anche comandarmi. Ma quando ti tocco, tu sei mia”.

Il suo sguardo si apre, l’emozione è massima, ogni fibra del suo essere desidera essere penetrata da me. La tigre è diventata una gattina.

Il cibo è appena arrivato. non abbiamo toccato nulla. Chiamo il cameriere e lo prego di mettermi tutto in un box. questo mi guarda basito, è la seconda volta che succede questa settimana. Ormai penserà che li pago solo per occupare il tavolo.

Le dico: “andiamo a bere qualcosa, conosco un posto speciale”.

Attraversiamo la strada, arrivo al mio portone, compongo il codice ed entro. Lei sorpresa mi chiede “ma abiti qui?!”. Io sorrido con sguardo predatorio come Filippo quando gli dico che voglio fare di testa mia e non seguire i suoi consigli.

Entriamo a casa. Le chiedo se desidera qualcosa da bere. Non vuole nulla. Mi chiede di fare il giro della casa…

Adesso scusate, anche Andrea lo aveva fatto. Non capisco perché queste donne vogliono sempre fare il giro della casa. Forse si aspettano che io le trombi sul letto. Ma il letto ha un topper troppo comodo, si tromba male. Io preferisco il divano. Ma loro non lo sanno.

Le mostro velocemente il mio loft, la porto su, la butto sul letto. Lei pensa “finalmente!”. Ma io la riprendo, la faccio alzare e la porto giù.
Sguardo deluso.
La invito a sedersi sul divano.
La tocco, trombiamo, il resto è storia. Il pisello è allegro e tonico, lei è presa. Inutile dare troppi dettagli.

Lei viene, io no.
E qui apro una parentesi.
Sarà che io sono abituato con Occhi di Miele, ma il livello generale è abbastanza basso. Non tanto per questioni di tecnica: il sesso è incontro tra due persone, non performance.
Ma per generosità. Tutte ste donne che sto incontrando, pensano solo a loro stesse. Forse l’unica eccezione è Andrea, che a me tiene ed è ragazza d’oro (dovrei fidanzarmi con lei in effetti). Ah, e la Contessa, lei si che si impegnava!
Le altre non spompinano se non a richiesta, non toccano più di tanto. Stanno la a godere, ma sembrano un po’ tante reginette del cazzo. Vabbé.
Parliamo un altro po, poi insiste per tornare a casa dal suo cane.
Arrivata a casa mi scrive

Tra l’altro non capisco perché mandarmi la foto della pillola, non essendo io venuto.
L’indomani mi manda degli screenshot di tizi di tinder che le scrivono, dicendo “rispondi tu?”.

Eccola, la red flag.
Scopro che tutta l’azienda sa di noi. Che la sua capa l’ha chiamata dall’america per chiederle di questo nuovo fidanzato.
Parliamo del più e del meno, mi chiede dettagli su delle tecniche di psicoterapia cui le avevo accennato all’appuntamento. Infine ne approfitto per farle notare questo:

L’indomani io sono a Parma, dalla mia PiccoLina. Lei è un po’ più fredda, ma ci messaggiamo.

Infine arriva Domenica, giornata in cui avevamo deciso di rivederci.
Io ho appena incontrato l’Americanina, sono ancora carico di emozioni e sto rientrando a Milano. Le mando un vocale per chiederle cosa vuole che le prepari per cena. Mi risponde così:

eheh, le ho detto che volevo tempo per conoscerla prima di fidanzarmici, l’ho lasciata sola un giorno e la finestra si è chiusa.

Meglio così, avevo capito subito che non era per me.

About the author

Commenta

By A_MAN
Tired of Boys? Try a Man!

A_MAN

Get in touch

Quickly communicate covalent niche markets for maintainable sources. Collaboratively harness resource sucking experiences whereas cost effective meta-services.