
Scendo dal tender e mi dirigo a grandi passi verso il van nero. La mia ospite, e il mio computer nuovo, mi attendono lì dentro. Vetri oscurati, non vedo chi c’è dentro. Faccio un cenno all’autista, apre lo sportello del van ed ecco lei, Ninfetta. La ragazza scende agilmente, mi guarda un attimo e mi salta addosso: “Ehi, you are not so old! You are young!“. Continua, baciandomi: “you are pretty!“. E mi riempie di bacini.

Io: “Pretty?! Just Pretty? I am gorgeous!” rispondo baciandola. Continuo: “You had very low expectations if you say so“.
“No, it is the first time I go with an older man, I did not know what to expect“. Ha 19 anni, l’uomo più grande che ha mai avuto ne aveva 30. Io sono sui 44 spinti.
“A posto siamo”, penso. Certo, ragazza coraggiosa a farsi 1500 km di volo per incontrare un tipo forse troppo vecchio. Scoprirò dopo che soffre anche di saltuari attacchi di panico: interessante come riesca a spingersi oltre la propria zona di comfort, senza lasciarsi condizionare dalla sua condizione.
La osservo con attenzione:
Ninfetta ha un incarnato chiarissimo tendente al rosa, lineamenti dolci in grado di far innamorare istantaneamente. Di padre greco e madre ucraina, con un quarto italiano dalla nonna paterna, sublima il meglio della civiltà occidentale in un aspetto dolce e ammaliante. Immaginate un mare di miele doratissimo, i cui riflessi vi invitano a tuffarvi dentro: sapete già che annegherete, affondando in questa melassa che vi entrerà in bocca e vi leverà il fiato… ma decidete di tuffarvi lo stesso.
Così è lei.
Ciò che rende Ninfetta irresistibile sono gli occhi: un distillato puro di giovinezza, innocenza, tenerezza e amore. Colore particolarissimo: una base acqua Maldive che si fonde con un cielo grigio uniforme, intervallato da riflessi color miele. “No, un’altra occhi di miele no”, penso!
È una ragazzina, 19 anni dicevamo, la cui pelle esprime tutta la giovinezza e l’ingenuità di quell’età. Un filler alle labbra aggiunge una nota di sensualità a questo quadro 100% naturale, un tocco da pompinara che amplifica ulteriormente la potenza di questo mix irresistibile. Sul braccio sinistro, il tatuaggio di una animale feroce, al centro la scritta “ARTE” e a destra, in rosso, una frase sull’energia divina femminile.
Ecco il ragno ha tessuto la sua tela: sono passati 20 secondi dal primo sguardo e io sono già perso e imprigionato. Il mio pisello batte il mezzogiorno come le statue di Dina e Clarenza nel duomo di Messina.
Sono già innamorato. Lella commenterà cinicamente dopo: “Wow, hai superato il record dei 5 min🤭”.

Storia interessante: ha avuto una vita agiata in Ucraina fino allo scoppio della guerra. Da lì, la famiglia si spezza: lei, sorella e madre possono lasciare il paese in quanto donne. Il padre riesce ad andarsene grazie al passaporto greco. Il fratello invece no, è ancora lì al fronte, nella zona più pericolosa (vicino al Donbass). Tutti i suoi amici maschi sono rimasti in Ucraina. Vivono a Kiev: molti arruolati, altri rischiano di esserlo alla prima occasione. Mi racconta che un suo amico di Kiev è andato a fare la spesa, è stato fermato dai gendarmi e mandato seduta stante nel Donbass.
La guerra spacca la famiglia non solo fisicamente, ma anche affettivamente: il padre è filorusso, la madre è ucraina e… non possono che separarsi. Lei vive con la madre in Germania, il padre torna in Grecia. Solo adesso, dopo molti anni di guerra, sembra che stiano provando a ricongiungersi.
Io appartengo a quella generazione nata negli anni ’80 che ha vissuto gran parte della propria vita senza contatto con la guerra. Per questa ragazza, vissuta a pochi km da me, la guerra è dramma. Per suo fratello, è la possibilità di morire ogni giorno.
Ok, torniamo alle cose importanti, ovvero a quelle pecorecce.
Sono ben 20 giorni che non faccio sesso: da cinque anni a questa parte non era mai capitato un periodo così lungo senza. In barca, la sua presenza mi accende. La giovinezza è un afrodisiaco inebriante. Lei è molto fisica, esattamente come me. Passiamo tutto il tempo in costante contatto: Ninfetta mi prende la mano, io le accarezzo le cosce, lei appoggia la testa sulla mia spalla, io le bacio la fronte. Siamo con altre persone, quindi cerchiamo di contenerci, ma il contatto è continuo. È molto, molto affettuosa: qualcosa che non mi sarei aspettato da una persona appena conosciuta. Ogni tanto allungo le mani, facendo attenzione a non farmi vedere dagli altri, ma tengo un profilo basso data la giovane età. In attesa della cena saliamo sul flybridge, ovvero il tetto del catamarano dove si comanda l’imbarcazione. Le stringo il collo – sì, mi aveva confessato che le piace essere strangolata – la bacio, faccio scivolare lentamente le mie dita dentro le sue mutande. È bagnata, la sfioro, ci gioco, poi esco e continuo la conversazione.
Ceniamo e alla prima occasione diamo la buonanotte a tutti. Sono le 21:00, mai data la buonanotte così presto ma… ho troppo voglia di scopare con lei.
La porto sotto in cabina, doccia veloce ed eccoci nudi sul letto.
È molto giovane, la tranquillizzo: “è la prima sera che stiamo insieme, dobbiamo conoscerci, passiamo giusto un po’ di tempo a coccolarci e se viene qualcosa bene, altrimenti amen“. Durante il giorno più volte le ho detto che il mio obiettivo è che lei stia bene, che può dirmi qualsiasi cosa, che non deve avere paura di deludermi. PiccoLina, l’altra ragazza giovanissima che frequento, mi ha raccontato cose molto brutte su come spesso molti over-anta (anche cinquantenni) si rapportano a queste ragazze. Con la scusa dell’inesperienza, del “devi imparare”, le trattano con violenza che non mi piace. Come quello stronzo cinquantenne che, nel penetrare per la prima volta PiccoLina, alle sue grida di dolore e richiesta di fermarsi ha iniziato a schiaffeggiarla, dicendo “così non senti dolore lì, ma in viso”. Che schifo! Se è vero che ogni momento intimo è un momento di responsabilità, con una giovanissima lo è ancora di più. Cerco di mostrare loro come un vero uomo deve comportarsi e spesso dopo spiego cosa devono pretendere quando vanno con un uomo. Sono cucciole.

Vabbè, dopo questo momento di pubblicità progresso sulla funzione sociale delle mie trombate, torniamo a noi.
La appoggio dolcemente sul letto, le tiro via le mutande, la guardo negli occhi: mai vista nulla di più tenero e dolce. Sto una decina di minuti accanto a lei, parlandole, leccandole le tette, facendola sentire il più a suo agio possibile. Infine mi metto sopra di lei, la bacio, scendo dolcemente lungo la pancia. Costeggio l’ombelico, supero – novello Magellano – il monte di Venere e arrivo a pochi cm dal clitoride… poi mi sposto a sinistra, allontanandomi lungo l’interno coscia. Ridiscendo, arrivo quasi al clitoride… lo sorvolo sfiorandolo solo con il mio fiato, atterro accanto e mi allontano lungo l’interno coscia dell’altra gamba. Infine scendo, arrivo al clitoride. La guardo negli occhi: “Vecchio, hai detto?”… sorriso bastardo e inizio a leccarla e succhiarla.
Sussulta, trasalisce, sobbalza.
Vibra, freme, spasmodizza.
Si agita, si concede, si contorce.
Si dibatte, sculetta, si irradia.
Si scompone, si scompiglia, sobbolle.
Si infervora, si infiamma, si galvanizza.
Sopraggiunge, perviene, infine gode.

Tra un avverbio e l’altro, il mio sguardo fa capolino dimandando educatamente in merito all’assenza di dolore o fastidio… e ottengo come unica risposta le sue mani che mi spingono con forza giù a leccare, succhiare, denettarizzare.
Sembrerebbe, e lo dico con la inverosimile ma reale modestia di un personaggio del libro Cuore, che io sia un ottimo leccatore. La cosa mi sconvolge sempre: ho pochissima pratica, non lecco mai a nessuna se non alle under 23enni e a poche eccezioni.
La mia ex moglie diceva talvolta “sei buono solo a fare sputazza“. Che fosse un complimento incompreso?
Vabbè, ora se permettete è il momento di far godere il mio Augusto Augello, rigorosamente condomizzato.
Tralasciamo le descrizioni sessuali, visto che qualche pruriginosa lettrice over 30 mi accusa di fare dell’erotismo di bassa lega, novello Mr. Gray dei poveri.
Vi dico solo, miei cari amici, che nulla è più bello di guardarla negli occhi mentre la penetro. Il suo dolce faccino irradia purezza genuina, esprimendo quel sublime che tanto ogni artista cerca di ricreare.
Dopo 50 minuti, mi prega di concederle una pausa.
“eh eh, chi è il vecchietto, allora?”
Si scusa, dice che con il suo ex trentenne lo facevano al massimo un paio di volte a settimana e con un decimo dell’intensità.
Ok, la grazio.
La coccolo dolcemente, finché si addormenta. Rimane costantemente in contatto con me: le gambe incrociate, il volto appoggiato sul mio petto.
Io vorrei tanto dormire.
Ma non riesco.
Non sono venuto.
Il suo culo marmoreo mi chiama.
Faccio il bravo.
Resisto.
Mi ricordo che devo fare il bravo.
Ri-resisto.
Infine dopo due ore la sveglio.
E così rifaccio dopo due ore.
L’indomani si lamenta “ehi, avevamo detto 4 volte al giorno massimo”.
La guardo, sorrido, e il mio sguardo sorridente rivolge all’infinito, come uno di quei vecchietti che ammira i cantieri con soddisfazione.
Sono l’ummarel del sesso!

Considerazioni a freddo.
Di Ninfetta adoro la dolcezza, l’ingenuità, la dolcezza. Oggi è il primo giorno senza di lei, e mi mancano le sue coccole, il sedere sodo e quello sguardo sincero e passionale.
In genere non ho un rapporto di particolare feeling con le ucraine. Come avete visto nella storia del Cicisbeo, trovo un po’ vecchia la loro visione dei rapporti uomo/donna, dove l’uomo provvede in tutto e la donna si concentra unicamente sull’essere bella e occuparsi di casa e famiglia. Con Ninfetta invece mi sono trovato subito. A differenza di altre ragazze Ucraine, Ninfetta non vuole dipendere da un uomo per il proprio futuro. Vuole essere lei a portarsi a casa la pagnotta, senza dover fare la schiava di nessun uomo. Il suo sogno è di aprire una sua clinica di medicina estetica entro 5 anni dalla laurea. Per perseguirlo, andrà a studiare dai medici migliori, trasferendosi in una altro paese. Mi piace che sia ambiziosa. Uno dei motivi per cui ha voluto di conoscermi è che… vuole della consulenza di business. Ovvero sta cercando un mentore che possa, al momento giusto, darle le giuste dritte.
Sono queste le cose che fanno brillare ad un romantico, vecchietto maniaco come me!